«Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al
suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi,
e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino
ai confini della terra» (At 1, 1-11)
«… il Dio del Signore nostro Gesù Cristo … illumini gli occhi del vostro
cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di
gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza
della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua
forza e del suo vigore.» (Ef 1, 17-23)
«A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e
fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e
dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Mt 28,
16-20)
Questa domenica celebriamo la
solennità dell’Ascensione del Signore al Cielo: il Verbo del Padre che ha
assunto la nostra natura umana, ha vissuto in mezzo a noi condividendo le
nostre miserie – eccetto il peccato - e ha offerto la sua vita per amore sulla Croce,
dopo la sua Resurrezione e dopo avere istruito i suoi, ascende al Cielo
portando nel seno del Padre la nostra umanità glorificata. In Lui, vero Dio e
vero uomo, l’umanità, che a causa del peccato aveva perso la comunione con Dio,
è introdotta nel seno del Padre.
Nella seconda lettura San Paolo
ci invita ad accogliere lo Spirito di sapienza che viene dal Padre, a lasciare
che la Fede illumini gli occhi del nostro cuore, a testimoniare la nostra
Speranza: il nostro destino è nei Cieli dove raggiungeremo il nostro Signore
Gesù Cristo. La Speranza cristiana infatti non è la speranza di cui un detto
popolare afferma: «Chi di speranza vive, disperato muore»; non ha niente a che
fare con la “speranza” aleatoria di vincere il superenalotto; la Speranza
cristiana non è una speranza “incerta” e senza fondamento, la speranza degli
illusi. La Speranza Cristiana è la “Speranza Certa” (come la chiama S. Francesco)
di chi sa a chi ha creduto: Cristo che è la Via la Verità e la Vita, il
perfetto compimento di tutte le cose. Questa Speranza siamo chiamati a
coltivare e a mantenere salda, testimoniandola con una vita tesa a raggiungere
il nostro Maestro e Signore che oggi contempliamo ascendere glorioso, ma che un
giorno «verrà nella Gloria per giudicare
i vivi e i morti e il Suo regno non avrà fine», come diciamo rinnovando la
nostra professione di Fede.
Celebrando la solennità
dell’Ascensione, però, non facciamo soltanto memoria della “partenza” di Gesù
dalla nostra realtà terrena, ma ricordiamo anche l’inizio del tempo della
Chiesa. Già nella prima lettura, infatti, vediamo tratteggiata la Chiesa nei
suoi tratti essenziali: gli apostoli, testimoni della passione, morte e
resurrezione di Gesù; lo Spirito promesso, il testimone per eccellenza che rivelerà ogni cosa (cfr. Gv 14, 26 e
15, 26); e il campo della missione: fino
ai confini della terra.
Nel Vangelo, inoltre, è presentato il momento in cui Gesù dona il mandato missionario alla Chiesa nascente: fate discepoli tutti i popoli.
Nel Vangelo, inoltre, è presentato il momento in cui Gesù dona il mandato missionario alla Chiesa nascente: fate discepoli tutti i popoli.
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea,
sul monte che Gesù aveva loro indicato. Mi colpisce che la Chiesa
cui Gesù consegna il mandato è “mancante”: fin dalla sua origine, è macchiata
dal peccato reso evidente dall’assenza di Giuda e dal “dubbio” degli apostoli.
È a questa Chiesa, tuttavia, che il Signore promette l’assistenza dello
Spirito, ed è questa Chiesa che manda ad annunziare il Vangelo. Il luogo che
Gesù sceglie per incontrare i suoi e dare inizio al tempo della Chiesa, inoltre,
è la “Galilea delle genti” (Cfr. Mt
4,12-16), luogo di confine abitato da popoli pagani: fin dalle sue origini, la
Chiesa è destinata ad essere luce per tutte le genti, ad essere “cattolica”
(universale).
Parlando di Chiesa, però, forse
non è superfluo sottolineare ancora una volta che questa non è composta solo
dal clero: tutti i battezzati componiamo la Chiesa, il corpo di Cristo di cui
siamo membra. Ciascuno ha una missione, una vocazione particolare, all’interno
di questo corpo, ma a tutto il corpo, quindi anche a ciascuno di noi, è dato il
mandato di annunziare, ma ancor meglio, di testimoniare la vittoria di Cristo
sul peccato e sulla morte. Nessun battezzato può sentirsi estraneo alla Chiesa
cattolica o può esimersi dalla sua missione.
Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Alla
Chiesa nascente, oltre l’assistenza delle Spirito Santo (I lettura), il Signore
promette anche la sua continua presenza. Avendo raggiunto l’eternità di Dio,
Gesù è adesso presente, ovunque e in ogni tempo, dove due o tre sono riuniti nel suo nome (Cfr. Mt 18,20).
Con questa Speranza e animati
dallo Spirito, cominciamo oggi la nostra missione per instaurare il
Regno di Dio. Cominciamo da noi permettendo a Cristo di essere sempre più il
Signore della nostra vita.
Fr. Marco
Fr. Marco
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