« … ecco, una moltitudine immensa, che nessuno
poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. ...“La salvezza
appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello”». (Ap 7,
2-4.9-14)
«… noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma
ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si
sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.»
(1Gv 3,1-3)
«Beati i poveri in spirito, … Beati i
perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.» (Mt 5,
1-12)
La liturgia della Parola della solennità
di Tutti i Santi ci presenta una moltitudine immensa: sono coloro
che hanno realizzato la loro vocazione battesimale conformandosi a Cristo, il
Santo di Dio (cfr. Gv 6,69). Oggi, infatti, la Chiesa non celebra solo i santi
canonizzati, cioè posti a modello e misura (canone), per noi, ma anche e
soprattutto quelli anonimi che nel silenzio della loro quotidianità hanno
saputo vivere la logica delle Beatitudini, la logica del Vangelo: non si sono
conformati alla mentalità del mondo, ma si sono lasciati trasformare rinnovando
il loro modo di pensare per discernere la volontà di Dio (cfr Rm 12,2) .
Questa solennità celebra loro, ma è anche
per noi: per ricordarci che siamo tutti chiamati alla santità, ad
essere Beati, a vivere secondo la dignità di figli di Dio facendo emergere
nella nostra vita l’immagine del Figlio che ci è stata donata con il
Battesimo.
«La salvezza appartiene al nostro Dio …» É
questo il grido della moltitudine immensa che riconosce il dono
gratuito di Dio. La santità, infatti, la piena realizzazione della nostra vita,
è prima di tutto un dono e non merito dei nostri sforzi. A noi è chiesto solo
di accogliere questo dono e di farlo fruttificare. È qui che entra in gioco il
nostro impegno: nel fare sì che la Grazia non venga vanificata; nell’essere
pronti a comprendere e a fare la volontà di Dio nell’attimo presente; nel
rifiutare la logica dell’egoismo, dell’edonismo, del potere e dell’avere, per
assumere, invece, quella dell’altruismo, dell’amore gratuito e disinteressato
che si fa servizio e perdono.
«… sono quelli che vengono dalla grande
tribolazione …» ; «Beati i perseguitati per la
giustizia …» Vivere come figli di Dio, conformarsi alla
logica del Beatitudini, però, non è mai accetto al mondo la cui
logica è totalmente altra. Per questo i santi di tutti i tempi hanno affrontato
la persecuzione. A volte si è trattato di persecuzioni violente come quella di
Diocleziano (cui probabilmente si riferisce l’autore dell’Apocalisse) o quelle
subite dai martiri di tutti i tempi (ancora oggi tanti nostri fratelli in
Siria, Iraq e Nigeria subiscono il martirio), Più spesso, però, soprattutto qui
in Occidente si tratta di una persecuzione subdola tesa a screditare la Chiesa
e i suoi ministri; ancora più frequente è l’insinuazione che “il nemico
dell’umanità” ci mette nel cuore, anche attraverso i nostri fratelli, che “la
santità non fa per noi”, “che non c’è niente di male nello scendere a
compromessi … d’altronde, bisogna aggiornarsi!”.
Ho l’impressione che, oggi forse più che
mai, sia forte la tentazione di cedere ad irenismi che edulcorano l'annuncio
evangelico per amore di una pacifica convivenza: in nome dell’inclusività si
finisce per tacere Gesù Cristo unico Salvatore del mondo. Altre volte la
tentazione del maligno ci colpisce nei momenti di debolezza: “Se Dio veramente
ti amasse, non permetterebbe questa sofferenza …”. Restiamo uniti a Cristo
nostra fortezza, non diamo ascolto a queste tentazioni che ci allontanano dalla
nostra piena realizzazione e ci riducono a vivere una vita senza senso, una
vita che non è Vita; non di rado, infatti, noi stessi o i nostri fratelli ci
lamentiamo: «Ma è vita questa?»
Guardando all’esempio dei santi, non
temiamo la persecuzione del mondo che, non avendo riconosciuto il nostro
Maestro, non potrà certo accettare la vita vissuta secondo i Suoi insegnamenti;
non temiamo di essere “divisivi” proclamando la verità, ma perseveriamo
nell’adempimento della Volontà di Dio e nell’accoglienza della Sua Grazia:
giungeremo così a quella Gioia piena che il Signore è venuto a regalarci.
In questa giornata della santificazione
universale, infine, voglio riportarvi un pensiero di San Paolo VI: «Siate
santi in tutta la vostra condotta … L’esortazione … che vi rivolgiamo, non è
fuori luogo, non è iperbolica; e non è anacronistica rispetto allo stile di
vita, che il costume moderno impone a tutti; la santità non è cosa né di pochi
privilegiati, né di cristiani dei tempi antichi; è sempre di moda; vogliamo
dire è sempre programma attuale ed impegnativo per chiunque voglia chiamarsi
seguace di Cristo.» (Udienza Generale 7 luglio 1965). Il Signore ce lo
conceda.
Fr. Marco






