ti scrivo chiamandoti «fratello» perché, prima ancora delle differenze che esistono tra la tua fede e la mia, condividiamo la stessa umanità e il desiderio di cercare Dio, di vivere nella verità e di compiere il bene. Citando Paolo di Tarso: «Ebbene, colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio.» (At 17,23)
So che tu riconosci in Gesù, ʿĪsā, un grande profeta e che lo veneri come Messia. Proprio per questo vorrei chiederti di fermarti ancora una volta davanti a Lui e di ascoltare ciò che Egli stesso dice di sé.
Per me Gesù non è soltanto un profeta inviato da Dio. È il Figlio di Dio fatto uomo, il Verbo eterno che è venuto nel mondo per salvarci. È colui che ha dato la sua vita sulla croce per amore degli uomini ed è risorto dai morti. Per questo la Chiesa proclama con le parole degli Apostoli: «In nessun altro c'è salvezza» (At 4,12).
Non ti chiedo di accogliere Gesù semplicemente perché te lo dice un cristiano. Ti invito piuttosto a incontrarlo personalmente, a leggere il Vangelo e a lasciarti interrogare dalla sua persona. Incontra Colui che non ti vuole sottomesso, ma vuole sceglierti come discepolo e chiamarti amico (Cfr. Gv 15,15-16)
Guarda Gesù quando perdona i peccatori, quando tocca il lebbroso, quando si china sui piccoli, quando piange davanti alla morte dell'amico Lazzaro. Guarda soprattutto la croce: colui che avrebbe potuto rispondere alla violenza con la violenza sceglie di offrire se stesso per la salvezza di tutti. E ascolta le sue parole: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6).
È qui che la mia fede diventa anche una testimonianza per te: Gesù Cristo non è soltanto uno dei profeti; è il Salvatore. Non è soltanto colui che indica una via verso Dio: Egli è la Via. Non è soltanto colui che parla della verità: Egli è la Verità. Non è soltanto colui che annuncia la vita eterna: Egli è la Vita.
So che questa affermazione può essere difficile da accogliere. Non voglio però che la nostra differenza diventi motivo di disprezzo o di inimicizia. Al contrario, proprio perché ti considero fratello, desidero condividere con te ciò che per me è il dono più grande ricevuto nella vita: Gesù Cristo.
Se cerchi Dio con cuore sincero, chiedigli di mostrarti la verità. E, quando aprirai il Vangelo, prova a rivolgere a Gesù questa semplice preghiera:
«Gesù, se tu sei veramente il Figlio di Dio e il Salvatore, fammi conoscere chi sei. Apri il mio cuore alla verità».
Quando sarai pronto, entra con rispetto in una chiesa lì dove Gesù Vivo e Vero è rimasto con noi nel Sacramento dell’Eucarestia. Se sei sincero, noi ti accoglieremo. Accosta da fratello il sacerdote e chiedigli di farti conoscere Gesù.
Io credo che Gesù non abbia paura delle nostre domande. Egli non costringe nessuno: chiama, attende e invita.
Fratello musulmano, non ti scrivo per chiederti di rinnegare il bene che hai ricevuto o per offenderti nella tua fede. Ti scrivo perché vorrei che tu potessi conoscere Cristo così come io l'ho incontrato: non come un avversario, non come una figura del passato, ma come il Signore vivo che viene incontro all'uomo e gli offre la salvezza.
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28).
Che tu possa un giorno riconoscere in Gesù Cristo il Figlio di Dio e l'unico Salvatore del mondo.
Con sincero affetto fraterno,
frate Marco, Cappuccino

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