«Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei
persecutori vacilleranno e non potranno prevalere» (Ger 20,10-13)
«… se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la
grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono
riversati in abbondanza su tutti.» (Rm 5,12-15)
«E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno
potere di uccidere l’anima; … chiunque mi riconoscerà davanti agli
uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece
mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio
che è nei cieli» (Mt 10,26-33)
Questa domenica, dodicesima del
Tempo ordinario, la Parola ci esorta: «Non
abbiate paura». Già nella prima lettura, infatti, ascoltando la vicenda di
Geremia minacciato dai suoi avversari a causa di ciò che il Signore lo inviava
ad annunziare, siamo esortati ad imparare da lui a fidarci del Signore: i miei persecutori vacilleranno e non
potranno prevalere.
La vittoria finale è del Signore
che ha sconfitto anche il peccato e la morte: di cosa dunque dobbiamo avere
paura? La nostra vita è nelle mani amorevoli del Padre e persino i nostri
capelli sono tutti contati.
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere
di uccidere l’anima. Nel Vangelo Gesù esorta i suoi discepoli ad
annunciare con coraggio la Verità senza preoccuparsi della persecuzione degli
uomini. È ciò che hanno fatto i martiri di tutti i tempi. Nel nostro tempo,
poco prima di subire il martirio, il beato Pino Puglisi rispondendo a chi lo
esortava ad essere “prudente” nell’annuncio del Vangelo, mostrò di avere ben
compreso l’insegnamento del Maestro rispondendo: «Il massimo che possono farmi
è ammazzarmi. E allora?» E ancora: «Non ho paura di morire se quello che dico è
la verità» (fonte: http://www.padrepinopuglisi.it).
Padre Pino era un presbitero, un uomo di Dio tutto consacrato all’annuncio del
Regno, e il Signore ha permesso che la sua testimonianza arrivasse fino al
martirio cruento.
Forse non a tutti noi è chiesto
il martirio cruento, ma sicuramente a tutti noi è chiesto di testimoniare la
nostra fede dinanzi al mondo. Una testimonianza che al “mondo” dà fastidio.
Nella società occidentale contemporanea, per esempio, si vorrebbe relegare la
fede, quella cristiana in particolare, alla sfera privata. Oggi, magari in nome
di un malinteso senso di accoglienza, si vorrebbe che i cristiani non
manifestassero in alcun modo la loro fede in pubblico. Manifestazione di questa
tendenza sono le campagne periodiche per togliere i crocefissi dai luoghi
pubblici, a non fare i presepi nelle scuole ecc. Attualmente, poi, è in
discussione in Parlamento una legge che, con il pretesto (pienamente legittimo)
di combattere la discriminazione, vorrebbe introdurre un “reato di omofobia”,
non meglio specificato, che di fatto impedirebbe anche solo di affermare che i
bambini nascono da un uomo e una donna: affermazione che potrebbe essere letta
come discriminatoria delle persone con tendenza omosessuale. Per non parlare di
alcune affermazioni della Scrittura!
Un malinteso desiderio di
libertà, inoltre, porta, in altri ambiti, a rifiutare ogni verità oggettiva,
persino quella del proprio corpo, percepita come limitante la libertà. Da qui
l’ostracismo e la persecuzione, incruenta – almeno nella maggior parte dei casi
- ma non per questo meno violenta, di chi difende la “famiglia
tradizionale” formata da un uomo e una donna (l’unica famiglia contemplata
nella Rivelazione: Gen 1,27-28).
In questo contesto, i cristiani
siamo invitati a dare testimonianza, a vivere pubblicamente la nostra fede, a
non avere paura di annunziare la Verità.
Chi mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al
Padre mio che è nei cieli. Ecco di cosa dobbiamo avere paura, di
essere rinnegati da Cristo. Finche siamo con Lui, finché lo riconosciamo – coi
fatti e nella verità – nostro Signore, la nostra vita è al sicuro nelle Sue
mani. Se invece lo rinnegheremo, allora sì che saremo in balia delle potenze
del mondo e avremo motivo di avere paura!
Annunciamo, allora, la nostra
fede riconosciamo senza vergogna dinanzi agli uomini il nostro Signore Gesù
Cristo. «Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!»
Fr. Marco
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